Recensione
The Crystal Axis Midnight Juggernauts
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synthpop Voti redazione e staff

Midnight Juggernauts

The Crystal Axis

Siberia Records

The Crystal Axis lavora su un contesto estremamente definito: synth pop alla Ultravox con ambientazioni Kraftwerk-iane. Pop e “canzoni” per androidi d’antan. Nonostante la formula assodata, però – e forse proprio con un peso così grande sulle spalle – è proprio ciò che porta tale retroterra nel “popolare” a evidenziare delle pecche. Ossia, detto semplicemente, l’avvicendamento strofe / refrain.

Sono proprio i ritornelli, quei momenti che dovrebbero imperniare attorno a sé l’efficacia di una canzone, nello schema scimmiottato del rondò, che finiscono per rovinare i brani (Lifebllod Flow), laddove nella costruzione delle parti restanti dei brani si nota una certa abilità a gestire gli strumenti pop-androidi dei già citati Kraftwerk, Ultravox, oppure Jean Michel Jarre, delle volte Roxy Music (This New Technology) Anche quando l’architettura della canzone sta in piedi e mostra delle buone “solette” (il riff di Lara Versus The Savage Pack), le melodie – e la voce che canta – non si distinguono per personalità, eppure risultano evidentissime, perché in primo piano (eclatanti in Dynasty).

I Midnight Juggernauts hanno sicuramente ascoltato e interiorizzato le cose migliori del genere. Epperò gli australiani, pur essendo attivi da cinque anni, non sembrano aver trovato una buona penna con la quale scrivere, solo un set per fare miniature e disegnare paesaggi siderali. Rispettabile compito. E lo faremmo volentieri un viaggio, nella galassia stereotipata degli uomini macchina. E invece dobbiamo starcene a guardare l’astronauta partire, dal pianeta Terra.

(5.0/10)

Pubblicazione: 10 Novembre 2010

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