Recensione
Disingenuity b/w Disingenuousness Keith Fullerton Whitman
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classic tronica Voti redazione e staff

Keith Fullerton Whitman

Disingenuity b/w Disingenuousness

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Keith Fullerton Whitman aka Hrvatski torna al full lenght vinilico dopo quattro lunghi anni passati a diffondere il verbo dell’avanguardia elettronica classica in serate live, split, mini 12’’, edizioni limitate, nastri e attivismo culturale. Due facce del disco per due pezzi che riprendono registrazioni dal vivo degli ultimi anni, passati tra Cambridge (il ragazzo ha studiato alla Berklee), New York e Toronto e li rielaborano seguendo un approccio anticommerciale senza nessun compromesso o pelo sulla lingua.

La mezz’ora complessiva delle tracce è una selezione da una più lunga improvvisazione, basata su field sounds di elicotteri (e qui ritorna il fantasma del quartetto di Karlheinz Stockhausen), passeggiate nella neve e voci di bambini riversati su una macchina Nagra a nastro, che non registra solo il suono degli speakers, ma anche i rumori dei chip interni.  Il risultato è distante dalle prove di musica informatica (costruita cioé solo con l’elaboratore o con le macchine), cui ci ha abituati il ragazzo Whitman: oggi ci si confronta con le sperimentazioni live dei francesi, passando per lo Studio di Fonologia milanese di Nono, Berio, Maderna e Zuccheri.

Il viaggio attraverso le tecniche classiche di elaborazione del suono in Disingenuity sembra non avere un punto di riferimento, è un collage di sperimentazioni adatte per un trip acido che ricorda le infatuazioni per il concretismo di Parmegiani o del primo Xenakis. Se il lato A si confina ad un eremitaggio per pochi eletti, la seconda faccia (Disingenuousness) parte invece con una progressività minimal glitch che richiama la mitica serie Octagon della Hard Wax, il sogno Basic Channel che entra nelle classi di musica elettronica e ne esce ancora più spaced out di quanto già non fosse di suo all’origine.

Keith ci porta con ostinata e certosina pazienza a toccare ancora una volta con mano la potenza del suono sperimentale, che se sapientemente costruito, può farci vedere nuovi mondi di cui non conoscevamo l’esistenza. Non è di immediato appealing come Lisbon, ma in qualche modo scovatelo questo vinile, anche se è già esaurito su tutti i siti. Non ne uscirete vivi.

(7.2/10)

Pubblicazione: 05 Novembre 2010

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