Recensione spot
We Are Uchu On Ko Afrirampo
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japapsychnoise Voti redazione e staff

Afrirampo

We Are Uchu On Ko

Rock Action

Se la madre terra vorrà, o il cielo, o chi per essi, suoneranno ancora insieme. Così dicono le Afrirampo, dopo aver annunciato lo scioglimento, e pubblicato il testamento, oggi a disposizione, dopo sei mesi, anche alle nostre coordinate sul geoide. A noi non rimane che ascoltare il sapore energico/nostalgico di We Are Uchu On Ko, capitolo finale del duo japanoisepunk, meteora o sottobosco costante dal 2002 a oggi.

Il pensiero va ovviamente a OOIOO, ma da Occidente si rischia spesso di non godersi le sottigliezze. E We Are Uchu On Ko è un doppio album pieno di omaggi al cultore rock, di quello che ama tanto i Grateful Dead quanto i Boredoms. Strepitoso il secondo CD, cavalcata dietro cavalcata, calumè sopra calumè, freccia dietro freccia di un arco indiano che semplicemente diremmo acid psych (Sunwave Dance). Hoshi No Uta, divisa in cinque tracce, è una composizione psichedelica che articola pause e ripartenze, la tradizione dei Red Crayola e quella dei rumoristi giapponesi. E, ancora, rarefazioni acide e acidissime galoppate, che vanno a lambire i Lightning Bolt, pur mantenendo come universo di riferimento il rock americano degli anni Sessanta, il dolce calore pastorale che si apre all’alba di una notte piena di funghi.

Sore Ga Afrirampo, tornando al primo CD, ha una chitarra garage esplicita, ma di fatto la stessa linea d’onda. Più catchy dell’altra metà del cielo di We Are Uchu Ok No (ma sempre meno degli altri album), le sette tracce del disco uno mantengono un respiro che cortocircuita un tutto tondo Sixties USA - MC5 compresi (Tou Zai Nan Boku) - con i caratteri del Sol Levante. Paradigmatica Umi, capolavoro a parer di chi scrive, fatto di trance, porte della percezione, ma anche africanismo fake - certo, le Nostre sono perdonate, memori dell’esperienza camerunense, a stretto contatto con tribù pigmee – e chiusura sardo-zen. Altrettanto esemplare Egolo Island, zappiana ed eccessivamente nipponica, ma garagissima nei riff e nelle strutture che si susseguono; praticamente l’equivalente di un disco della In The Red. Ecco una buona descrizione di We Are Uchu On Ko: un doppio concentrato qualiquantitativo di brani che potrebbero fare ognuno da esempio per altrettanti dischi. Speriamo nella madre terra.

(7.4/10)

Scheda: Afrirampo

Pubblicazione: 28 Ottobre 2010

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