Recensione spot
North Darkstar
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pop wave Voti redazione e staff

Darkstar

North

Hyperdub Records

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Leggi Hyperdub e ti aspetti il solito clone di Kode9 o Burial. Invece questo nuovo Darkstar spinge su una pista non ancora battuta (per lo meno dai music makers del suono now UK) e per questo degna di essere praticata a ripetizione. La proposta del trio britannico viaggia su un territorio che mescola la wave al glo, le ritmiche squadrate del pop alla melodia che dall'estate scorsa ci travolge con fiumi di lacrime ipnagogiche che mai avremmo pensato di poter versare ancora, noi post-adolescenti invecchiati a pane e melanconia My Bloody Valentine.

Sarà merito delle vocals del nuovo arrivato James Buttery (il gruppo era fino a qualche tempo fa un duo dubstep formato da James Young ed Aiden Whalley), saranno i riferimenti agli onnipresenti Four Tet, Apparat e Morr Music, sarà che la techno da dancefloor l'avevano già esplorata a fondo altri maestri. Possibilità di riferimenti incrociati che si aggiungono al pianismo Ottanta semplice ma intriso di midi e 8-bit in Gold, alle chitarre dei Cure e allo spleen del dark in Deadness, al minimalismo nel singolo (già noto ai fan di Harmonic 313 e osannato nel 2009 da Pitchfork) Aidy's Girl Is a Computer e agli stupendi rimandi kraut nei synth di Two Chords e Ostkreuz.

Che Londra e l'oscurità siano definitivamente da riporre nel diario dei ricordi? Passeggiando per i vicoli bui dello sprawl britannico restiamo abbagliati da un retrogusto di malinconia che si apre al pop tout court e che preannuncia rivoluzioni. Quando un piccolo disco promette universi e deviazioni, quando una manciata di tracce accadono alla fine di un decennio, qualcosa di profetico ci sarà. Segnatevelo. Già in top ten di fine anno per chi scrive.

(7.8/10)

Scheda: Darkstar

Pubblicazione: 23 Ottobre 2010

File under: pop wave

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Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2010)

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