L'ep Clouds Of Fish col quale li ho conosciuti, vi dirò, mi è rimasto incastrato da qualche parte tra l'anima e il cuore. Una di quelle cose che ti capitano e dici che bello, il refolo d'aria fragrante in mezzo a troppi respiri affannosi. Ai tempi - pochi mesi fa - i Jules Not Jude erano un duo. Oggi, in occasione dell'album d'esordio, diventano quartetto: ai fondatori Simone Ferrari e Mirza Shaman si sono aggiunti il bassista Mauro Parolini e la drummer Marzia Savoldi. Il suono ne esce più sbrigliato e definito, perdendo un po' di quell'alone caliginoso sui cui - a mò di cortina fumogena - si proiettavano aspettative e dolci misteri psych-pop.Peccato? Ok, peccato. Ma è un prezzo congruo se sul piatto della bilancia ci metti una disinvoltura che somiglia parecchio alla piena consapevolezza di mezzi e obiettivi.
Gli undici pezzi caracollano tra gli Samshing Pumpkins più soft (il canto di Ferrari strizza spesso l'occhio a quello di Corgan), i Belle And Sebastian e tutto un poppeggiar bucolico che pesca suggestioni sixties (Zombies, i primi Small Faces) e contemporanee (Delgados, Super Furry Animals), per non dire nostrane come Annie Hall e Le Man Avec Les Lunettes (entrambi a vario titolo presenti nei credits). Buon disco, col valore aggiunto di un potenziale hit come Caramel Lovelypop.
(7.0/10)
Scheda: Jules Not Jude
Pubblicazione: 06 Novembre 2010
File under: psych pop
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