Neanche il tempo di segnalarli sul Re-boot che i Maciste esordiscono con un album tutto intero e "ufficiale". Ribadiamo la bella impressione ricavata dal demo: il loro teatrino da folk-rock tarantolato, balcanico, circense, portatore insano di febbre garage e vintagismi psych, riesce a stare in piedi anzi a zompare come un bucaniere elettrificato. Ogni canzone una baracconata di trombe, tromboni, theremin, hammond, farfisa, chitarre, pelli sbatacchiate con soverchiante foga.
La bombetta ben calata sul cranio, i cinque non fanno sconti alla loro voglia di ghigni, visioni alcoliche e sudori polverosi. Scomodano Tom Waits e Cramps, Jon Spencer ed Emir Kusturica, Sonics e Gogol Bordello, per un bailamme che diverte travolgendo (e viceversa). La multicefala God Is My Klaxon, la truce Callaghan Is Dead ed il folle barnum di B.B.B. sono forse i momenti migliori di una scaletta che non conosce tregua.
(7.2/10)
Scheda: Maciste
Pubblicazione: 31 Ottobre 2010
File under: etno blues folk
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