Recensione
Marnie Stern Marnie Stern
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Math rock Voti redazione e staff

Marnie Stern

Marnie Stern

Kill Rock Stars

Non è eccessivo affermare che i due precendenti lavori di Marnie Stern avevano lasciato sbigottiti anche i recensori più smaliziati. Quel brutale cozzare di stili (rock, metal, prog, noise, psichedelia e chissà quant'altro) lasciava sul campo un'installazione surreale che proprio non si sapeva da che parte iniziarla ad ascoltare: affascinante, come tutte le cose di cui ancora non si comprende bene la portata, ma solo per i primi minuti. Superato lo stupore iniziale iniziava a subentrare un certo senso di irritazione destinato a protrarsi per il resto dell'ascolto.

L'effetto viene in parte lenito in questo terzo e omonimo album, infarcito di un math rock metallifero senza posa, con batteria in assolo perenne, chitarra tormentata e una vocalità portata a raggiungere note impossibili. Il problema di fronte ad un tour de force sonoro così deliberato è capire fino a che punto arriva la spontaneità, non tanto perché sia interessante sapere se la Stern soffra realmente di qualche sindrome isterica, quanto perché, a tratti, tutto ha il sapore un pò artefatto dell'esercizio di stile.

L'euforia declinata nel febbrile finger picking è un'idea interessante, ma quando se ne fa un uso così sistematico, finisce per inficiare sul risultato finale. Basterebbe poco, magari solo un piccolo aggiustamento, tipo ripiegare su formule più contenute, come accade nella più rilassata e focalizzata Tranparency Is The New Mistery, in cui l'irruenza della bionda chitarrista viene disciplinata in geometrie più intellegibili, consentendole di trasmetterci un pò di quel fuoco sacro che da tempo sembra essersi impossessato di lei.

(6.3/10)

Scheda: Marnie Stern

Pubblicazione: 23 Ottobre 2010

File under: Math rock

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