Siamo un popolo di navigatori, di santi e, forse, di eroi, ma di sicuro non di shoegazers. Poi arriva un gruppo come i Love In Elevator, che non solo sfoggia la liquidità psichedelica del dream pop, ma dimostra di saperla coniugare con i costrutti più fisici del noise a stelle e strisce e del post punk.
Il gruppo, fra vari cambi di formazione, esiste dal 2001 e giunge al terzo album con uno stile personale che fagocita trent'anni di rumorismo per creare il proprio magniloquente affresco psichedelico. Magari non sempre equilibrato: gli otto minuti della monolitica Dune, maelstrom sonico con contrappunto di violini, richiedono più di qualche ascolto per essere metabolizzati. Di certo non fa difetto una sana ambizione che li porta a trattare con maestria una materia estremamente urticante e variegata, a base di sfuriate punk e deliqui noise, e a cui la voce eterea della brava Anna Carazzai concede sempre una raffinata gentilezza pop.
A fine ascolto resta ancora il fiatone per il tour de force de I Cieli Di Munch e il piacevole perdersi nelle suggestioni de Il Sesso Delle Ciliegie e Mata Hari, fra le cui complesse trame risuonano gli echi dei mai dimenticati Scisma.
(6.8/10)
Scheda: Love In Elevator
Pubblicazione: 28 Ottobre 2010
File under: Noise rock
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