La premessa è quasi d’obbligo. Parliamo di un remix album di uno degli album d’n’b più esaltati degli ultimi anni assieme all’esordio di Utah Jazz ed è inutile ribadire ancora una volta la quantità di riflettori e inserti nei mix che il genere più dimenticato dalla critica ha avuto negli ultimi tre anni. Il 2010 doveva essere l’anno del ritorno vero e proprio ed eccoci qui attorno ai Commix pronti a scattare la foto della nuova scena cassa-rullante in una decina di remix tra cui troviamo nuovi rampolli e superstar diversissime per estrazione quali Burial e gli Underground Resistance. Ebbene?
RE:Call To Mind non è un album che rimescola le carte: prende un nuovo mazzo e ce lo mette accanto. Il già piuttosto contaminato lavoro originale è ora una bestia completamente nuova che si muove attraverso ritmi e scenari anche molto distanti. Troviamo il duo Instra:mental rimette le mani su Japanise Electronics ripensando alla chill out ibizenca, aggiungendo effetti glitch e tocchi jap à la Sakamoto; Panagea piroettare dub e interventi tech decisamente quadrati trasformando l’estate’92 di Steve Spacek in un tunnel di speed e keta da pieni anni zero (How You Gonna Feel); A Made Up Sound (ovvero Dave Huismans, noto ai più come 2562) purgare la blackness di Change (con Nextmen) cavandone asettici ritmi tech-house, folate dubstep e visioni a raggi infrarossi.
In pratica, in tanta avventurosità e ricerca, e un'unica traccia a conservare i fondamenti d’n’b (il remix di Belleview da parte di DBridge) è quasi un peccato che le due citate star rivestano semplicemente di se stessi le rispettive tracce (Be True di Burial ne esce haunted 2 step, Satellite Song si trasforma in una traccia techno detroit); molto più interessante il trittico house della raccolta a base di stilemi deep (grandioso Kassem Mosse in Stricktly), classic (Two Armadillos in Spectacle) e glitch house (Sigha She in Emilys Smile), nonché l'intervento techno di Marcel Dettmann (Satellite Type 2).
Pensando alla chiusura del mondo d'n'b fino al 2007, Re:CAll To Mind è un remix album doppiamente importante: si arrende alla contaminazione a 360° come unica base per una rinascita ed è basato su uno streaming coeso, ovvero con una logica da album. Morale: il d’n’b, nel 2010, anche grazie al successo dell'ultimo Prodigy e a commecialoni quali i Pendulum, sarà anche tornato. Eppure, over-come-under-ground, è soltanto facendosi ibridare di nuovo che possiamo auspicarne una rinascita vera.
(7.2/10)
Scheda: Commix
Pubblicazione: 20 Ottobre 2010
File under: House, ambient
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