Recensione
Small Craft On A Milk Sea Brian Eno
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ambient, idm Voti redazione e staff

Brian Eno

Small Craft On A Milk Sea

Warp Records

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Il debutto su Warp di Brian Eno, tardiva chiusura di un cerchio, è una bolla di sapone, elegante, fragile, vuota. Fuori, cofanetto, vinili e stampe in edizione limitata; dentro, retroguardia elettronica da salotto, apparentemente varia nelle declinazioni, in realtà monocroma come la satinatissima immagine di copertina.

Titoli evocativi-descrittivi per una parata di esercizi di stile irrisolti registrati tra 2009 e 2010 nei ritagli di tempo da altri progetti (sono incluse alcune selezioni scartate dalla colonna sonora di Amabili Resti), in collaborazione con i giovani discepoli Jon Hopkins ("programming") e Leo Abrahams (chitarre trattate). Se il tocco del primo è a tratti anche troppo caratterizzante e invadente (Flint March), gli interventi del secondo sono omeopatici e tutto sommato trascurabili. Small Craft Over A Milk Sea è una lussuosa vetrina di spunti incolori - non audaci, non classici, non così manieristici da giustificarsi come ricerche o giochi da scienziati del suono (Autechre) - che pescano nel solito bacino eniano ma senza guizzi, tra romantica ambient pianistica, intermezzi cinematici ora sinistri ora severamente contemplativi, morbida elettronica condita di concreta e tentativi di aggiornamento electro (e addirittura big beat, Dust Shuffle). Salviamo il grip del motorik 2 Forms Of Anger e il giocoso disimpegno per tastiere-basso, molto naïveté Ottanta, di Bone Jump. Per il resto, vuoto.

(5.0/10)

Scheda: Brian Eno

Pubblicazione: 08 Novembre 2010

File under: ambient, idm

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2010)

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