Recensione
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Genere

experimental folk

Data di uscita

Febbraio 2008

Pubblicazione

13 Luglio 2008

Fursaxa

Kobold Moon

Sylph

Nel contemporaneo trend psych-folk, Tara Burke è forse quella che osa di più. Kobold Moon è un ulteriore passo in avanti. Lascia intravedere le tracce degli episodi precedenti, ma raggiunge vette di ipnosi e turbamento dalle quali è difficile sottrarsi. Un lavoro in parte eretico rispetto a ciò che lo circonda (si vedano le parole di Leaves Of Bryony e Song Of The Spindle Berry riadattate dalle poesie di Cicely Mary Barker).

E come Alice che scivolava nel tronco, ci ritroviamo delocalizzati in un bosco in cui si apre improvviso il deserto (e l'artwork di Alain Valet ne è la leggendaria mappa), in un patchwork spazio-temporale che si tempera in giunture gregoriane (Kokobelli, Sidhe).  Una chiesa d'alabastro giganteggia nel mezzo, ma è evanescente, come una trasfigurazione tra Tara, Nico e Santa Ildegarda di Bingen (Leaves of Bryony, Desiree). E ancora altalene di pitch e loop vocali ultraterreni in cui aleggia il fantasma di Catherine Ribeiro con gli Alpes, a cavalcare un bordone infestato (Sexalainen).
I tredici minuti di Cornus Of Florida, in chiusura, sono un'ipnosi di discese vocali a metà tra il soprannaturale e l'animalità, con voci mascherate che si confondono con gli strumenti. Una cornucopia pluviale di elementi (acqua, aria), panteismi vocali e suoni e rumori provenienti da leggende transcontinentali. Le Druidi si spogliano delle cortecce d'albero e si liberano da un incantesimo di tempi lontani.

Uscita zero della Sylph, l'etichetta personale di Tara, Kobold Moon si avvale in sede di produzione e mastering della mano di Michael Gibbons dei Bardo Pond, già all’opera su Lepidoptera. Ma il suono stavolta è diverso. Tutte le registrazioni sono state effettuate in solitaria dalla musicista di Philly, volutamente sfocate e lo-fi. Quello che schiacciava i brani di Lepidoptera al terreno folk e che veniva ereditato in gran parte dal suono dei Bardos, qui viene sciolto in un etere d’avanguardia.
Kobold Moon è un lavoro atmosferico e visionario, che si nutre della luce pallida e intermittente dei piccoli culti.

(7.5/10)

Scheda: Fursaxa

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