Recensione
Embarrassing Days M.O.F. 5tet
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avant jazz Voti redazione e staff

M.O.F. 5tet

Embarrassing Days

Marco Forieri Edizioni Musicali

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Cinque ragazzi freschi di conservatorio (il Frescobaldi di Ferrara) portatori sani di disparità geografica (Veneto, Abruzzo e Sicilia) diventano un combo jazz con licenza di evadere. Condiscono la misticanza di trombone, sax, chitarra, basso e batteria con effetti sintetici e un diffuso estro avant-rock. E' tutto un giocare col fuoco, lo spirito lieve e serioso di chi sa le regole ma non può fare a meno di pasticciarle. Un processo irreversibile che produce imbastardimenti arguti, frutto d'istinto ma anche di evidente premeditazione.

Tengono le porte aperte anzi non ce ne sono proprio, e non a caso nella ragione sociale hanno messo l'acronimo del Mercato Orto Frutticolo, un parcheggio gratuito del centro, luogo di passaggi e incroci e guarda un po' chi si rivede. L'esordio Embarassing Days mette in fila otto pezzi originali che spaziano tra post-bop allucinato e disinvolta pensosità (la fascinosa Giù lì a Portobello), tra Blue Note ed E.S.T. (la title track), tra eleganza e sconcerto (Via delle Belle Arti). Più una cover genialoide, No One Knows dei Queens Of The Stone Age, virata in uno swing tra il maligno e lo sbarazzino. Disco che diverte e sbalordisce. Bravi ma bravi davvero.

(7.4/10)

Scheda: M.O.F. 5tet

Pubblicazione: 29 Ottobre 2010

File under: avant jazz

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