Recensione
Talking Harmonious Thelonious
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poli-minimalism Voti redazione e staff

Harmonious Thelonious

Talking

Italic

Si descrive facilmente, la musica di Harmonious Thelonoius. È sufficiente leggere la mission del combo, dichiarata su sito ufficiale: american minimalists VS african drumming VS european sequencing. Talking è costruito come un flusso indefesso di percussioni africane sposate a tecniche di ripetizione minimalista, con innesti di beat elettronici e sequenze percussive di macchine. Un para-live infinito, che assume a principesco riferimento la cricca Konono N°1 (Makeshift, Primitive, Persuasive, Provocative Percussion), soprattutto per le armonie minime scaturite dalla jam e dai tamburi (senza pelli, nel caso degli africani, come sappiamo).

Dietro al progetto c’è Stefan Schwander, maggiormente noto come Antonelli o Antonelli Electr. La provenienza del Nostro è flebile giustificazione dei sentori di motorizzazioni kraute dietro al sound di HT, ma non dice nulla sulla evidente intenzione (dentro alla musica, non all’autore) di nascondere la propria penna, di sottrarsi dal ruolo di scrivere musica, per godere del risultato di un tipo musicale, anzi di un intreccio di tipi oggi molto in voga. Per adagiarsi su quella che in effetti, sulla carta, sembra a formula perfetta.

È molto furbo, Stefan, ma lo sarebbe stato di più un paio di anni fa, quando l’ondata dei tribalisti metropolitani surfava ancora sulla maggior vivacità della propria cresta. L’effetto di Talking è un appagamento completo dell’orecchio ma un annebbiamento dell’attenzione cognitiva. Nonostante i beat, i poliritmi e le ripetizioni minimaliste, resta in mente un vuoto ipnotico, una sospensione immobile, pur martellata di percussioni. Non siamo lontanissimi dal trip indotto dai Konono, ma onestamente neanche vicini.

(6.0/10)

Pubblicazione: 25 Ottobre 2010

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