Giusto corollario all’imminente rentrée (tour + disco nuovo all’orizzonte), The Box colleziona i quattro album del primigenio progetto di Giulio Ragno Favero e Pierpaolo Capovilla, asse portante del successo del Teatro Degli Orrori.
Sulla parabola di quello che fu una delle band noise-rock più importanti e credibili dei primi 90s, molto è stato detto anche su queste pagine. La riedizione del percorso musicale dei vari terzetti che si succedettero con lo scorrere del tempo, ci permette di allungare lo sguardo su dischi che sapevano sfruttare in maniera personale le influenze di un suono, quello indipendente di poco post-Nirvana, pronto ad attirare su di sé (anche da noi) le attenzioni di un pubblico più ampio. Erano gli anni del boom del presunto “rock italiano”, ma di quella genia ODM non ha mai fatto parte. Non per boria o presunzione, quanto per diversità strutturali. Il cantato in inglese, ad esempio, che li poneva in uno scenario internazionale. Oppure i referenti principali, pescati nel più torbido NY sound d’inizio novanta, coi santini della AmRep e della Touch’n’Go più abrasiva a benedire dall’alto.
Proprio sull’asse Scratch Acid/Jesus Lizard violentato alla maniera degli Unsane si muovevano i primi passi del trio. L’acerbo e brutale One Dimensional Man (Wide, 1997) e il successivo 1000 Doses Of Love (Wide, 2000), più articolato e dinamico ma sempre diretto come un bulldozer, catapultarono sulla scena italiana un combo in grado di battersela alla pari coi mostri sacri a stelle&strisce. Era però col terzo album You Kill Me (Gamma Pop, 2001) – prossimo alla esecuzione nel tour autunnale – che l’anima bluesy e “melodica” prendeva il sopravvento mostrando una band capace di mostrare nervi e poesia. L’interplay si arricchiva di sfumature senza perdere in coesione mentre la voce di Capovilla, meno strozzata e al vetriolo, disegnava atmosfere più nitidamente rock e addirittura, come nella esemplare title-track, ossessivamente “pop”. Take Me Away (Ghost, 2004) confermava poi il percorso di ammorbidimento delle asperità degli esordi, in nome di un rock a tutto tondo, corposo e solare sia nelle linee vocali che nella produzione, più aperta a mettere in evidenza il lavoro strumentale del trio.
The Box, in splendida edizione cartonata che inaugura il catalogo della sezione International della Tempesta (curata proprio da Favero) è, in definitiva, una doverosa ristampa che permette di comprendere al meglio l’evoluzione e le dinamiche del noise-rock all’italiana. Non solo a uso e consumo di chi quell’epoca non l’ha vissuta, sia chiaro.
(7.5/10)
Scheda: One Dimensional Man
Pubblicazione: 18 Ottobre 2010
File under: noise-rock
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