Recensione
Root For Ruin Les Savy Fav
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Indie Rock Voti redazione e staff

Les Savy Fav

Root For Ruin

Frenchkiss Records

Appena tre anni fa Let's Stay Friend mieteva consensi unanimi da parte di critica e pubblico, mentre oggi il quinto lavoro dei newyorchesi esce quasi in sordina.

La smania di novità rischia di farci perdere uno degli album più focalizzati e maturi di Tim Harrington e soci, un inarrestabile fluire di elettricità policroma, che si apre con il riff dissonante di Appetite e prosegue con una serie di brani carichi di adrenalina: geometrie post punk per chi, artisticamente, è cresciuto col melodismo schizofrenico di Pixies e Superchunk.

I LSF non hanno intenzione di cedere di un millimetro di fronte all’età che avanza anche se oggi a colpire, più che la follia del barbuto singer, è un chitarrismo suggestivo e coloratissimo, ricco di riverberi ed effetti assortiti che avvicinano Dirty Knails e Lips’n Stuff al surf spaziale dei Man Or Astroman? e che illuminano di bagliori psichedelici la filastrocca di Sleepless In Silverlake.

Root For Ruin è la somma algebrica delle esperienze di una band nata 90s, ma che continua ad elaborare con gusto ed originalità le sonorità contemporanee.

(6.7/10)

Scheda: Les Savy Fav

Pubblicazione: 13 Ottobre 2010

File under: Indie Rock

Diego Ballani
Diego Ballani (Album 2010)

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