Recensione
The Dark Third Eye Foundation
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trip hop Voti redazione e staff

Third Eye Foundation

The Dark

Ici d'ailleurs

Da un decennio Matt Elliott non comunicava col mondo tramite la Fondazione. Soltanto remix da un Little Lost Soul che usciva per l’appunto nel 2000 ed era delle sue la missiva a più alto tasso melodico, che così preparava il terreno allo splendido cantautorato “modernista” della trilogia Songs. Proveniente da una Bristol lontana dai riflettori, il ragazzo aveva sin lì assemblato col giusto distacco il dub e le stratificazioni sonore, le chitarre trasfigurate e il ritmo dilatato senza troppo riguardo per la forma canzone. Degli abiti appena smessi - non si sa per quanto tempo - da chansonnier notturno, The Dark non può però esimersi dal tenere conto, visto il loro peso emotivo e artistico che cogli anche qui, al di là della copertina, delle prese di posizione politiche o della visione del mondo.

In un’attenzione allo svolgimento del suono, semmai; al mescolarlo affinché gli elementi compositivi risultino indistinguibili e divengano il messaggio sostituendosi alle parole. Avrete così in mano un gomitolo spinoso composto da cinque movimenti, risolti in grigiori ambientali che raccontano un approccio sulfureo a trip-hop e drum ‘n’ bass, suggestioni etniche e orchestrazioni sottratte al minimalismo colto, stordimento e rabbia sotto pelle. Non fatevi però depistare da ipotesi di revival post-rock, ché qui - con Chapelier Fou e Chris Cole a gestire diversi strumenti e leggere la mente di Matt - si respira un’aria contemporanea e, com'è giusto, spinta al di là delle definizioni. Malsana e ad alto tasso di personalità, anche, e dunque bentornato, Terzo Occhio.

(7.2/10)

Pubblicazione: 02 Novembre 2010

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2010)

Rss
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