I King Me sono un sestetto olandese con undici anni di carriera alle spalle e, col qui presente Them Brawlers, ormai sei album all'attivo. Non so voi, io non ne avevo mai sentito parlare. Ma, ad occhio e croce, sono una grande band. Con un'idea non precisa ma forte di lo-fi psichedelico, piuttosto romantico, l'aria matura e indolenzita di chi ormai ha masticato parecchia disillusione ma non rinuncia alle fatamorgane rock. Li senti muoversi tra dissonanze My Bloody Valentine ed incubi psicoattivi Flaming Lips (Gimme Lies), tra melodie deragliate Daniel Johnston e post-glam sfrigolante Brian Eno (Red Eyes), spiegazzando dolcezze malmostose Magnetic Fields in salsa Sparklehorse (You Should Wear A Dress) o Radiohead (Raged Nights), permettendosi di sdolcinare Beck in un brodo Polyphonic Spree (Motor Fear) oppure d'incendiare languori da camera Nick Cave con un tripudio di svalvolate spacey (Away And Still Cold).
Ogni pezzo azzecca un equilibrio prodigioso sulla propria obliqua congiuntura sonica: come una trottola che traballa ma non smette di girare, come una generosa problematica ostinazione, come un rammarico che non rassegna a spegnersi. Disco che vibra vivo dalla prima all'ultima nota.
(7.5/10)
Scheda: King Me
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