Recensione
All The Pieces Mark Chadwick
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Folk biopic Voti redazione e staff

Mark Chadwick

All The Pieces

Chi seguiva le vicende della terra d'Albione a cavallo tra Ottanta e Novanta, ricorderà come Mark Chadwick e i suoi Levellers fossero qualcosa di molto vicino a rock star. Il loro folk-punk era riuscito ad infilarsi nelle posiozioni alte delle classifiche e il loro culto era cresciuto un po' ovunque nel biennio successivo al debutto A Weapon Called the Word nel 1990. In seguito le cose non sono andate tanto bene, decretando un primo stop all'attività già nel 1998. Gli anni zero li hanno rivisti in azione, con due album che non hanno spostato di una virgola la loro storia e che hanno solo soddisfatto i nostalgici.

Oggi il loro leader e frontman esordisce in solitaria, con dodici brani che rappresentano una sorta di piccola autobiografia in musica e che ce lo restituiscono in una forma notevole. Non che All The Pieces faccia gridare al miracolo, ma è sicuramente il miglior lotto di canzoni che il cantautore di Brighton scrive da almeno un decennio. Rispetto al gruppo-madre, qui si spinge il tutto in territori più pop, senza rinunciare a qualche messaggio tra l'ironico e l'impegnato ("stop the war/and all of that/just keep drinking/perhaps we're better at that" canta in Indians). Gli episodi migliori sono quelli più solari e corali, oltre alla già citata Indians, la titletrack (tra le cose più appiccicose dell'anno), Havens, Empty Now. Non sarà l'evento dell'anno, ma la freschezza delle melodie, la semplicità degli hook e una maturità serena dicono di un musicista con il quale fare ancora i conti.

(6.7/10)

Scheda: Mark Chadwick

Pubblicazione: 16 Ottobre 2010

File under: Folk biopic

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