Recensione
From the Fallen Page Magda
Cover image
Minimal Voti redazione e staff

Magda

From the Fallen Page

Minus Records

Nonostante sia accanto a Richie Hawtin sin dai tempi di Detroit, ovvero dai primordi di Plastikman, Magda, che nella scuderia ora berlinese del maestro è probabilmente la migliore scoperta, arriva soltanto oggi a pubblicare l'esordio sulla lunga distanza.

From The Fallen Page è una bestia scura che ti cattura lentamente: ritmi minimal a basso contenuto di bpm, groove bituminosi che grondano dalle pareti dei club techno di mezza Europa di cui la ragazza conosce ogni segreto e tocchi di fantomatiche soundtrack operistiche o sci-fi (Lost In Time) che se, da una parte, sciorinano l'industrial danzereccia, dall'altra mandano a memoria i Kraftwerk amati dalla città dei Motori (Music Box) e persino il post-punk newyorchese accarezzato dalla cricca Gigolo (Little Bad Habits).

A Detroit, Magda c'ha abitato dai nove ai trent'anni. Ora che sta a Berlino, quest'album sembra un dedica alla culla della mittel-techno delineata attraverso originali e preziosi toni di grigio, chiaroscuri '80/'90 e quell'amore viscerale per le Roland più scrause e nerdy. La polacca poi, ci aggiunge l'inquietudine fast inguaiata con la keta, che è un po' il sign o' the times 00, dosandola egregiamente dall'inizio alla fine; proprio nel finale Japan rilascia l'adrenalina sotto forma di cocktail Ottanta, sempre e comunque guidato dall'implacabile beat che borbotta, gorgoglia, gracchia. Ti prende.

(7.2/10)

Scheda: Magda

Pubblicazione: 18 Ottobre 2010

File under: Minimal

| Archivio
Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2010)

Rss
copertina pdf #91