Recensione
Keraaminen Pää Islaja
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folk, elettronica Voti redazione e staff

Islaja

Keraaminen Pää

Fonal

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Se n'è parlato tanto della freakerie finlandese: terra di folletti lo-fi, registratori magici, strumenti scordati che somigliano ad incantesimi pagani. Islaja ne è stata l'indiscussa regina e ora con Keraaminen Pää, abbandonati balalaika, orpelli e plaid boschivi, tenta la svolta vestendosi di un suono di disincantata inattualità poggiato su elettroniche e calore vocale inedito.

E' infatti l'Occidente di Soap & Skin (così come quest'ultima riscrive la mitteleuropa di Nico) l'ambito che la folkster guarda con interesse rinunciando alle corde per liberarsi in sarabande corali (Joku Tai Roden), reggae per organetto (Dadahuulet), monologhi solitari da sirena oceanica (Pimeyttä kohti), loop etno-tribali (Rakkauden palvelija 14), trasfigurazioni eighties simil-bjorchiane (Ajanlaskun Aatto).

Testimoni del salto avvenuto, i saliscendi di pianoforte nell'avveniristica cornice barocca, la preziosità di certi arrangiamenti che hanno un sapore lirico e certi accostamenti elettronico-orchestrali dall'impatto luminescente e disinvolto. Proprio sul versante laptop - come anche con Es, ed i conterranei Paavoharju - il passaggio al suono algoritmico ha fornito ulteriori elementi di arricchimento e trasversalità. 

(7.0/10)

Scheda: Islaja

Pubblicazione: 19 Ottobre 2010

File under: folk, elettronica

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