Recensione
This Alone Above All Else In Spite Of Everything Boduf Songs
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songwriting, folk Voti redazione e staff

Boduf Songs

This Alone Above All Else In Spite Of Everything

Kranky

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Mathew Sweet, l’enigmatico cantautore che si cela sotto lo pseudonimo di Boduf Songs, torna con un quarto album. Humming sofferto, testi cupi, atmosfere minimali: gli ingredienti di base non cambiano, ma l’inglese evita la ricetta della ripetitività aggiungendo qualcosa in più, ossia degli arrangiamenti più complessi e articolati, che fanno di This Alone Above All Else In Spite Of Everything un vero passo avanti nella crescita artistica di Sweet.

Una parte delle novità è immediatamente percepibile nell’introduzione, Bought myself a cat o nine tails, sofferta composizione per voce e pianoforte: se prima Boduf Songs affidava l’espressione della sua intimità a una scarna chitarra e a qualche casalingo intervento elettronico, adesso, ferma restando la base di poche note e colpi di martelletto sulle corde del piano, il range è decisamente più ampio; e così Decapitation Blues: da un loop di vibrafono si sviluppa un'avvolgente ambient song tanto rock quanto folk, tanto goth quanto post. In I Have Decided To Pass Through Things i sussurri si evolvono in una splendida melodia cantata a piena voce, confermando ai maligni che Sweet sa cantare in altri registri e che l’humming è una scelta. Altri arrangiamenti degni di nota sono la batteria, basso e tastiere à la 4AD di They Get On Slowly e la splendida The Giant Umbilical Cord That Connects The Brain che ci porta indietro ai sussurri e ai pizzichi di chitarra degli Slint (versante David Pajo).

E' il migliore album Boduf Songs fin'ora. Il primo a tirare le fila di una personale vena "heavy metal acustica".

(7.0/10)

Scheda: Boduf Songs

Pubblicazione: 07 Ottobre 2010

File under: songwriting, folk

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Gemma Ghelardi
Gemma Ghelardi (Album 2010)

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