Recensione
The Infiltration Brainkiller
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jazz-fusion Voti redazione e staff

Brainkiller

The Infiltration

RareNoise

Impro su basi sudamericane (Spider), marcette in bilico tra Mingus e Coltrane (U Can't Stop Z Train), fusion in chiave funk all'ombra di Cannonball Adderley (Casketch), pianoforti crepuscolari orfani di un Chet Baker qualunque (Ice Fishing), free analgesico (Michaelsketch), balbettii in stile Monk (Unfiltered).

Sembra il menù di un disco di Improvvisatore Involontario e invece stiamo parlando di una produzione Rare Noise. Ad agitare le acque di una tracklist veloce e easy – anche per chi non mastica abitualmente certe cadenze -, Brian Allen, Jacob Koller e Hernan Hecht, rispettivamente al trombone, alle tastiere e alla batteria. Colti in un non-luogo musicale misurato e pulitissimo, capace di sperimentare nuovi colori e forme – come dimostrano anche le svisate orientaleggianti di Eepy - senza stravolgere i canoni di un jazz riflessivo, riconoscibile e tutto sommato familiare.

(7.0/10)

Scheda: Brainkiller

Pubblicazione: 06 Ottobre 2010

File under: jazz-fusion

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Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2010)

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