Recensione
The Crack Capone DJ Roc
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Chicago Juke Voti redazione e staff

DJ Roc

The Crack Capone

Planet Mu Records

Il ghettotech evoluto di DJ Roc si chiama Juke. E viene da Chicago. Insieme al Jit di Detroit è la nuova sensation del ballo nero americano, denominato da molti con l’appellativo omncomprensivo di footwork. Una cosa da strada e profondamente urban che investe da anni la cultura post-breakdance e di cui solo oggi ci accorgiamo grazie all’interessamento di Paradinas della Planet Mu. In questo disco appaiono tracce che viaggiano sui 150-160 bpm, battiti utili per far saltare le gambe e i piedi in modo spastico. E come spastica era la musica dei rave del ‘92, anche in questo caso ci sono le ripetizioni ossessive (Fuck Dat), le vocine (Let’s Get This Started) e gli altri tools, ma il tutto viene integrato con delle atmosfere gloomy ereditate dal miglior Terror Danjah (il coro post-operistico e rituale nell’ostinato di Phantom Call), quelle cose oscure che mai si sarebbe pensato potessero arrivare ad essere applicate al ballo o con una sensibilità soul blackissima (splendido il meshing di voce ispirata e di ritmi à la Four Tet in Lost Without U).

Questo disco è un segnale americano che gioca a ping pong con le più recenti evoluzioni del suono UK bass (vedi le ottime compilation Elevator Music e Future Bass). Lo stile dei cugini inglesi Ramadanman e Toddla T viene trapassato in due con passi velocissimi e figurazioni nuove, la voglia di segnalare un mondo che prende il rave, lo attualizza e lo sdogana alle generazioni post-00 apparentemente senza l’ausilio di droghe (provate a guardare su youtube qualche video di footwork e capirete perché).

Ballate su questi ritmi spezzati, dedicatevi a perfezionare il vostro passo su questi singoli da tre minuti. La proposta di Clarence Johnson definisce un’ortodossia pesante, sia sulle scelte ritmiche che su quelle melodiche: ma è così che di solito si costruisce qualcosa di duraturo (vedi l’eredità Underground Resistance). Il wonky per definizione aveva un range amplissimo; qui si restringe la variabilità a pochi mattoni squadrati ma più che mai distinguibili, già testati sulle streets di Chicago. DJ Roc è il padrino dello spezzettamento del ritmo. Baciamo le mani.

(7.3/10)

Scheda: DJ Roc

Pubblicazione: 08 Ottobre 2010

File under: Chicago Juke

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