Recensione
Frankie Rose And The Outs Frankie Rose And The Outs
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garage-gaze Voti redazione e staff

Frankie Rose And The Outs

Frankie Rose And The Outs

Memphis Industries

Frankie Rose non è certo una sconosciuta; basta dire che è stata (soprattutto) batterista di Crystal Stilts, Vivian Girls e Dum Dum Girls per capire la portata della sua figura – certamente centrale, per le esperienze che ha attraversato, ognuna a suo modo significativa, nei nostri anni.

Nella nuova compagine Frankie (come con le Vivian impegnata alle pelli, alla chitarra, e alle corde vocali) fa tesoro del suo curriculum, battendo il ferro caldo che aveva contraddistinto le tre band menzionate, piene di efficacia genericamente garagista. Frankie Rose And The Outs viaggia anzitutto sulle possibilità di resa e scrittura efficace di canzoni scanzonate garage-psichedeliche, in un terreno che tocca morbidezza shoegaze e piccole pillole acide Sessanta (la Count Five-iana Must Be Nice, Don’t Thread). Il combo lavora non certo sui riferimenti maturi del genere dei My Bloody Valentine, quanto sul presupposto dello shoegaze delle origini, quello dei primi Jesus And Mary Chain (vedi Girlfriend Island, veloce esercizio preso senza troppe titubanze dal manuale Psychocandy – o, se vogliamo, dalla raccolta Barbed Wire Kisses). Ci ricorda una volta in più come come gli zuccherini dei Chain fossero auto-ascritti nel solco della psichedelia Sixties (la finale Save Me, ballata a cavallo con Galaxy 500).

Soprattutto la tecnica comprende però fresche revolverate Nuggets in tema garage (Don’t Tread), qualche reminiscenza Vaselines, così come, curiosamente ma non troppo, avvicinamenti alle versioni più americane di Syd Barrett (That’s What People Told Me), e quindi (la consecuzione è prevedibile ma piacevole) sovrapposizioni coi nostrani Jennifer Gentle (Candy).

Sarebbe stato semplice, per Rose, procedere con gli automatismi del genere, e diventare prescindibile. Eppure, così come per le formazioni di cui ha fatto parte, conferma la tenuta di un metodo di rispolverare che si limita a fare ciò che sa fare, senza episodi che abbassino il livello: essere freschi, saper scrivere canzoni.

(7.0/10)

Pubblicazione: 15 Ottobre 2010

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