Attivissimo. Eppure era da ben tre anni che Heban non pubblicava qualcosa in nome proprio. Lo fa con questa quaterna di tracce che riprendono da una parte il loop e la cassa 4/4 masticata nei remix (soprattutto You Are Here di Nathan Fake) e dall’altra le squadre più kraut del repertorio con un tocco di batteria vera (giusto, Ringer, sul finale a dir il vero). L’output - se non l’avete intuito - è sorprendente.
Per nulla ambient-tronico e per nulla jazz. Minimal per dirla tutta. E certamente acid per la scelta di sample su frequenze medio-acute (e relative modulazioni), quando non sorprendentemente afro nel suo essere varecchina, il lavoro taglia corto con ogni accostamento allo sfondo e alla facile negritudine tronica-soul. Se l’eco con il passato estatico non è del tutto sparito (Ribbons), la nuova direzione si schiarisce con gli otto minuti di Swimmer: materia lucidamente deformata, territori Caribou ma molto, molto, più asciutti e un crescendo kraut-hippy per la generation X del dopo pasticca (ma che adesso vede con occhi techno-pop!).
L’ultima traccia scioglie il sigillo che mancava: Nathan Fake e Border Community hanno portato consiglio. Attendiamo il nuovo disco per sbilanciarci meglio. Per ora niente male il restyle. Alla larga i nostalgici di Rounds.
(7.0/10)
Scheda: Four Tet
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