Recensione
All Right Now Brisa Roché
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Indie Voti redazione e staff

Brisa Roché

All Right Now

Discograph

Nata negli Stati Uniti, Brisa Roché risiede da alcuni anni in Francia, dove pare che abbia trovato la propria patria d'adozione. Il suono che esce dalle quattordini tracce di questo suo All Right Now, il terzo album della carriera, è un amore sconsiderato per la musica degli anni Novanta. Sarà perché dopo essere cresciuta nella Carolina del Nord, Brisa decide che a sedici anni, lei classe 1976, doveva vivere nel pieno la scena grunge di Seattle. Dopo la morte del padre, un po' di progetti emo-pop falliti e un flirt con il mondo del jazz, Brisa è uno strano miscuglio di Joni Mitchell da giovane, la Nina Persson che ha reso grandi i Cardigans e una smodata ammirazione per la P.J. Harvey di Dry.

Registrato in California, il disco dovrebbe risentire dell'influenza del dream pop West Coast, ma in realtà si limita a incalarsi in un sound classico da Novanta, reazionario per la scarsa volontà di rinnovarsi e introverso per i riferimenti. Come nel caso di tanti ritorni più o meno manifesti e voluti alla musica dei quegli anni, sul piano formale non c'è nulla che non vada in queste quattordici tracce, se si esclude il fatto che se ne potevano tagliare quattro o cinque senza che cambiasse il senso dell'operazione: sono tutte prodotte, suonate e cantate bene. Il problema è che a guardarsi solo indietro, senza nemmeno la curiosità di scovare qualche gemma oscura dimenticata, si rischia di scrivere sempre le stesse canzoni.

(6.0/10)

Scheda: Brisa Roché

Pubblicazione: 11 Ottobre 2010

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