Recensione
Friendship Nation Foot Village
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new tribal madness Voti redazione e staff

Foot Village

Friendship Nation

Tome

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Ne parlavamo qualche tempo fa al momento di ispezionare il sottobosco della New Tribal America. Ora eccoli qui, in tutto il loro splendore inacidito con le nuove uscite: Excepter e Foot Village, ovvero costa est e costa ovest. Ovvero come declinare la nuova america tribale in forme opposte, ma ugualmente devastanti. E se gli Excepter hanno un taglio più industrial, i californiani Foot Village risultano più "solari", intenti a coniugare, esasperandola, la free form della stagione psichedelica dei ’60 a base di energia, nonsense e lustrini.

No electricity hardcore. No jamming. No drum circles. Questo il credo dei quattro invasati capitanati da Brian Miller (capo della Deathbomb Arc) alle prese con quello che è realisticamente l’esordio lungo dopo la raccolta Fuck The Future su Deathbomb Arc. World music per periferie urbane del terzo millennio. Continuo percuotere amelodico, urla e grida nonsense, filastrocche e slanci acappella da dementia precox. I quattro superano, sul territorio comune, gli incensati Aa: se quelli erano roba da mercato globale groovey, questi sono roba da chiamata alle armi. Zero melodie, zero modulazioni di synth. Qui c’è solo la primordiale forza del tamburo e della percussione messa al servizio di un substrato teorico originalissimo: la costituzione di una nuova nazione (vedi Fuck The Future e il mini World Fantasy).

I quattro remix che chiudono il disco (Aa, Silver Daggers, Tussle e Robedoor, rispettivamente) non sono semplice corollario, ma dimostrano la considerazione di cui il quartetto gode all’interno della scena weird&weirder americana.

(7.5/10)

Scheda: Foot Village

Pubblicazione: 17 Aprile 2008

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2008)

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