Recensione
Canzoni al crocicchio Gerardo Balestrieri
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etno swing Voti redazione e staff

Gerardo Balestrieri

Canzoni al crocicchio

L'Alternativa

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Gerardo Balestrieri è un talento. Nel segno della nota propensione apolide e generosa, si disimpegna tra swing e tarantella, bosforo e latinoamerica, blues e chanson. Incroci e incontri vissuti con naturalezza disarmante, con la competenza di chi ha dovuto riparare mille motori lungo la strada e non c'è ingranaggio di cui non sappia l'incastro. A questo punto però bisogna metterci un però. Perché questo secondo vero album d'inediti oltre un decennio dopo I nasi buffi e la scrittura musicale - considerato che Un turco napoletano a Venezia vedeva in scaletta solo riletture di brani tradizionali - non convince del tutto. Sembra mancare il sale del vissuto, sia pure in guisa di trasfigurazione teatrale (guitta e blasé alla Paolo Conte, che resta tra i riferimenti principali, oppure in punta di delirio à la Vinicio Capossela, che invece non c'entra molto).

Forse il problema è che non sai bene dove finisca la calligrafia e inizi il mestiere, un mestiere capace di giocare carte spettacolari (vi basti la taranta-country-swing di Canzone ingiuriosa) ma in qualche modo più incline alla forma (la graziosa Rouen, la frenetica Ormai non provo più gaiezze, la disillusa Canzone al crocicchio) che non all'espressione. Come dire: è più posa che poesia. Sensazione che non cessa neanche con l'avvincente psych-ballad tzigana di Kegame, con la milonga turcomanna di Camera con vista o con quella Casa che prende in prestito il malanimo enigmatico di De André, salvo poi sparagliare tutto con palpitante frenesia balcanica. Uno spettacolo d'arte varia senz'altro gradevole, ovvero avvincente, ma non troppo coinvolgente. Spero d'essermi spiegato.

(6.2/10)

Pubblicazione: 06 Ottobre 2010

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2010)

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