Buonissimo segno quando un gruppo odierno mette in difficoltà e spinge a citare tanti e tra loro diversi nomi per spiegarlo in qualche maniera. Sono dei bei tipi, questi scozzesi in giro da un lustro - alle spalle alcuni singoli e un altro album (l’interessante però acerbo Checkmate Savage edito lo scorso anno) - e scappano dalle mani come anguille appena pescate. Sono insetti che non c’è verso di mettere in una teca, e allo scopo ne devi consultare di enciclopedie. Sulle prime resti perplesso, poi ti persuadi che, alla luce di un’attualità colma di pallidi imitatori, sei al cospetto di un lusso.
Rispetto all’esordio, ricavato da una serie di jam, The Wants è passo avanti d’eccezione che ha preteso sei mesi per rivelare la concretezza della proposta, un fiume dal moto impetuoso e dai tanti affluenti che fa pensare a dei Long Fin Killie (degli Stereolab) formatisi un decennio dopo, a dei Liars col cuore di panna invece che di zolfo; guardandosi attorno, a una versione depurata da intellettualismi e compiacimento di These New Puritans e Dirty Projectors. Senza la freddezza dei primi e la dispersività dei secondi, poggiando su un sentire misterioso e arcano e sulla possibilità - che ognuno ha ma pochi sfruttano - di ascoltare e rielaborare tutto lo scibile rock.
Senza che i modelli scelti soffochino lo stile, emerge un vibrante sincretismo nella voce sospesa tra Ian McCulloch e David Sylvian (finendo talvolta dalle parti di Eugene Edwards, come nella fenomenale Into The Corn); nelle cadenze motorik e in arrangiamenti arguti e stratificati, da Associates del Duemila (Goodnight Arrow); nella penna che dipana con naturalezza pop, epica, ombre. Tre quarti d’ora abbondanti di sorprese, insomma, dove i Japan si alleano con i primi Eurythmics (O) e ballate sfociano in cavalcate kraut (The One Of One), dove il toccante folk Come Away In The Dark coabita con gli LCD Soundsystem europeisti di Mr. Natural.
Per tacere del resto, maturità sinuosa e insieme spigolosa che intreccia tecnologia umanista e nervi scoperti, romanticismo e disillusione, memorie e aspirazioni. Il futuro, ipotesi sempre più complessa da pensare e progettare in modo credibile, passa anche da qui.
(8.0/10)
Scheda: Phantom Band (The)
Pubblicazione: 11 Ottobre 2010
File under: neo-wave
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