Recensione
Blood Bunny/Black Rabbit Black Heart Procession
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wave cantautorale Voti redazione e staff

Black Heart Procession

Blood Bunny/Black Rabbit

Temporary Residence

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Annata ricca di avvenimenti, il 2010 di Pall Jenkins e Tobias Nathaniel: dopo aver splendidamente riesumato i Three Mile Pilot, quello che è rimasto il nucleo anche dei Black Heart Procession ci propone un mini-CD generoso nella durata e artisticamente apprezzabile. Tre nuove tracce di elegante romanticismo - da un’America che, come quei Tuxedomoon maturi cui il duo somiglia sempre più, si fonde alla Germania dei primi ’70 - convivono con un pugno di remix in una rivelazione sulla metodologia e lo stile dei Nostri.

Nel senso che è per l’appunto il lavoro sul suono a sottolineare la robustezza della scrittura, sia che si assoldi Lee “Scratch” Perry per la follia in camere d’eco di Freeze, si convochi Eluvium a rielaborare Drugs tra glissando ambientali e tasti cameristici o il concittadino Jamuel Saxon la declini in downtempo. Variazioni su temi e trame che (sommate alle pulsazioni oblique e alle filmiche cupezze ideate da Mr. Tube, alias Jenkins medesimo) permettono agli inediti di cui sopra di risaltare, passando dalla squadrata ma eleganteBlank Page al gassoso, malinconico quadrettoThe Orchid attraverso la torbida melodia di una magistrale Devotion. Idee fin troppo valide e articolate per un semplice “riempitivo” discografico: anche questa è classe.

(7.0/10)

Pubblicazione: 06 Ottobre 2010

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2010)

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