Recensione
Who We Touch Charlatans (The)
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Pop, rock Voti redazione e staff

Charlatans (The)

Who We Touch

Cooking Vinyl UK

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Dietro a quel cesto di capelli tinti, Tim Burgess è un po' come Ian McCulloch: non vuole arrendersi all'età, certi patetici romanticismi proprio non li vuole abbandonare, ma è ancora in grado di scrivere delle canzoni fresche e convincenti in ottimi arrangiamenti pop-psych.

Who We Touch esce corredato da un secondo ciddì di alt takes e b sides che forse è chiedere troppo all'ascoltatore, eppure, portando pazienza per un singolo deboluccio come My Foolish Pride (un bubblegum teenager simil Lemonheads) ed episodi del peggior Noel Gallagher come Your Pure Soul, è da considerarsi un lavoro riuscito.

Ancora una volta la specialità e la forza risiedono nella song bucolica, un formato che funziona sempre, sia quando Tim lo taglia con i riffoni punk presi di peso dai Sex Pistols (l'indie rock di Love Is Ending), sia quando lo immerge in brume synth e passo d'uomo (Smash The System) o in salse più americane (When I Wonder). Perdonandogli altri peccati come gli slanci al cielo di Intimacy o porcate '80 come Trust In Deside, l'effetto incanto per il motorik di Sincery (altro momento rockista non convenzionale della faccenda) e per la progressione pop-prog lennon-pinkfloydiana di Oh! è assicurata.

Con Who We Touch il marchio Charlatans arriva degnamente all'undicesimo album in vent'anni di carriera.

(6.7/10)

Pubblicazione: 24 Settembre 2010

File under: Pop, rock

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2010)

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