Recensione
Nuvole notturne Nihil Est
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elettro-cantautorato Voti redazione e staff

Nihil Est

Nuvole notturne

Seahorse Recordings

Verrebbe quasi da dire che i milanesi Nihil Est abbiano seguito il consiglio che davamo loro ai tempi dell’omonimo demo. Quando ne parlavamo come di una band capace di mostrare una buona originalità negli episodi cantati in italiano – “un italiano lattiginoso che diresti colto dal giardinetto più recondito (e serioso) dei Mariposa, concimato a Bruno Lauzi e Robert Wyatt” – e meno predisposta a un’inglese ordinario sospeso tra miriadi di influenze.

La ricetta del gruppo sembra tuttavia leggermente cambiata rispetto al passato, visto che con Nuvole notturne siamo definitivamente dalle parti di un cantautorato malinconico/onirico che mescola chitarre acustiche, basi elettroniche e la produzione “allentata” di Paolo Messere. Quest’ultima rintracciabile in qualche accenno a certe rilassatezze post-rock eteree e per nulla fuori luogo, a cui si aggiungono crescendo elettrici sorprendenti (Eco), richiami Tunng (I ciliegi) e un tessuto strumentale sostenuto da contrabbasso, synth, pianoforte, Farfisa e armonium. Il risultato non dispiace affatto, anche se una certa uniformità nelle intenzioni impedisce di isolare momenti veramente memorabili.

(6.9/10)

Scheda: Nihil Est

Pubblicazione: 10 Ottobre 2010

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Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2010)

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