Recensione
She Was Coloured In Solar Bears
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Ambient, indie Voti redazione e staff

Solar Bears

She Was Coloured In

Planet Mu Records

L'IDM non è morta. Si è rinnovata abbeverandosi alla sorgente: vecchi synth, dischi krauti e colonne sonore dei Settanta. Questi i nuovi oggetti del desiderio dei sognatori da cameretta e questo il trend a tutto campo che coinvolge, da un lustro oramai, vaste fette di sommerso sonico al di qua come al di là dell'Atlantico.

Una rielaborazione dei Boards Of Canada in chiave Germania '70 potrebbe essere il perfetto esempio per comprendere la formula dei Solar Bears, due ragazzi irlandesi che hanno recentemente portato a casa di Mike Paradinas un suono che mescola abilmente elementi rock (chitarra, batteria, piano) e sintetici (synth, drum machine) in chiave ambient, soundtrack, new age e attitudini tardo prog.

Le buone maniere John Kowalski e Rian Trench, le hanno imparate alla Pulse Sound Engineering School. Con macchine e strumenti si muovono di buon artigianato (Forest Of Fountains, Children Of The Times tirano in ballo il dittico Kraftwerk-Daft Punk, in Twin Stars rimodellano sapientemente Vangelis, Klaus Schulze e i Tangerine Dream con fare da minimalisti IDM), e già qualche brivido arriva dal lato più rockista della faccenda (She Was Coloured In) o da episodi meno formali (il funk liquido in salsa chamber prog Primary Colours A the Back Of The Mind, la post-chill di Neon Colony).

Una buona proposta per chi è ancora a secco di sonorità '70. Ancora un po' di pazienza per coloro che vorrebbero una maggiore disinvoltura e emancipazione.

(6.7/10)

Scheda: Solar Bears

Pubblicazione: 25 Settembre 2010

File under: Ambient, indie

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2010)

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