Recensione
Man Meat Swahili Blonde
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neo-wave Voti redazione e staff

Swahili Blonde

Man Meat

Manimal Vinyl

Uno che di star fermo non ne vuol sapere, John Frusciante: definitivamente (?) uscito dal gruppo, mentre cura la propria prolifica carriera solista si è unito a questo progetto, concepito a L.A. da Nicole Turley (già cantante e batterista di tali WEAVE!) guardando al post-punk in buona compagnia (sono della partita Laena Myers-Ionita, Stella Mozgawa e Michael Quinn; addirittura John Taylor dei Duran Duran presta il basso al frammentato wave-funk Tigress Ritual). Pratica che di questi tempi ha esaurito la spinta propulsiva, per quanto qui si usi l’accortezza di guardare a formazioni scarsamente imitate capendo come di cloni di Wire e Joy Division se ne abbiamo piene le tasche.

Sette brani in poco più di mezz’ora consacrati a impastare felicemente la lezione di Raincoats (il folk maltrattato in chiave urbana), Slits (le voci isteriche, l’impasto sonoro organizzato secondo tecniche dub) e Rip, Rig & Panic (certo jungle-jazz a bagno nel funk in allegra confusione). Ne deriva una festa ebbra di ritmo su tappeti di percussioni, batterie “umane” e non e bassi scivolosi, attraversata in orizzontale da tastiere kraute e chitarre pungenti, violini e qualche colpo di genio (la sensazionale Red Money un outtake di Cut se l’avessero prodotto Brian Eno e Robert Fripp).

Benedetta inoltre da un gusto melodico obliquo però robusto (esemplare la black mutante di Le Mampatee), che - come per le Rings - necessita di una frequentazione assidua e attenta per rivelarsi appieno. Vigoroso e meno fedele alla linea di quel che potrebbe apparire, Man Meat si perderà nel magma produttivo attuale per venire riscoperto nel 2020, quando potrete dire: “io c’ero”.

(7.3/10)

Scheda: Swahili Blonde

Pubblicazione: 04 Ottobre 2010

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2010)

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