Recensione
Las Vênus Resort Palace Hotel Cibelle
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futurexotica Voti redazione e staff

Cibelle

Las Vênus Resort Palace Hotel

Crammed Discs

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Si rivoltino pure le placche tettoniche, finisca questo derelitto pianeta, c'incenerisca e sommerga: rimarrà sempre un nightclub dove mettere in scena quel che resta del sogno. Alla fine del mondo, ed oltre. Così Cibelle torna, quattro anni dopo lo stupendo The Shine of Dried Electric Leaves, ad immaginare una realtà parallela dove certe guizzanti ossessioni sonore (le sue) dettano le coordinate. Stavolta il turbillon electro-jazz-bossa-folk-psych-exotica l'ha spinta ad ipotizzare un concept dove, in uno scenario futuro tra l'apocalittico ed il balzano, tal Sonja Khalecallon tiene banco al Las Vênus Resort Palace Hotel assieme alla sua band, i fidi Los Stroboscopious Luminous. La loro missione è intrattenere i reduci dalla catastrofe pasturandone l'immaginario col lenitivo della musica (e del palcoscenico), una combinazione di dramma e understatement che conduce non certo a caso verso atmosfere jamesbondiane: vedi la melmosità Shirley Bassey di Braid My Hair e la deliziosa cover di Underneath The Mango Three (dalla soundtrack - appunto - di Agente 007: licenza di uccidere, anno 1962).

Ben venga poi certo romanticismo giocoso, tipo quello onirico e clownesco di Melting The Ice, oppure capace di squadernare serica pensosità (Sad Piano), senza con ciò rinunciare alla fregola di scozzare idiomi, aromi e chimere come nel forrò edulcorato di Frankenstein, nello psycho-cha-cha-cha di Escute Bem e nel cibermambo di Man From Mars. La componente ludica, in questo iper-post-decamerone, è un segnale portante, come testimonia la presenza di It’s Not Easy Being Green, pezzo portato al successo dalla rana Kerimit del Muppet's Show e qui virata in languido doo-wop acustico. E cosa dire di Lightworks, che dell'originale di Raymond Scott (musicista elettronico attivo già nei fifties) ripropone il piglio infarcendolo di delirio, acideria tex-mex e piña colada.

Cibelle, insomma, conferma di voler prendere molto sul serio l'arte di non prendersi sul serio. Il risultato è un (altro) album-cocktail che sembra aver azzeccato il giusto dosaggio tra gioco, raffinatezza e profondità. 

(7.3/10)

Scheda: Cibelle

Pubblicazione: 21 Settembre 2010

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