Recensione
Yeth Yeth Yeth Fops
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wave pop Voti redazione e staff

Fops

Yeth Yeth Yeth

Monotreme

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Altro non attendevano che di ritagliarsi un po' di spazio per mischiare con calma i rispettivi talenti, Dee Kesler e Chadwick Donald Bidwell, il primo cantante nei Thee More Shallows e l'altro autore nei Ral Partha Vogelbacher, band per così dire apparentate operanti in quel di San Francisco. E così son nati i Fops, un chimismo talmente effervescente da aver sprigionato nel giro di poche sessioni non uno ma due album, il qui presente Yeth Yeth Yeth e quel Priest In Them Caves già annunciato per l'inizio 2011.

Siamo dalle parti di un cantautorato krauto in fatamorgana wave, tastieroni caliginosi e vibratili come dei New Order raggelati Kraftwerk (Ghost Town Hall) o strattonati Julian Cope (Yellow Jacket Corpse). Una specie di calore differito Cluster condisce ogni traccia, da quelle con una punta di Xtc nelle melodie (Black Boar, Scandinavian Preppie) a quelle che gettano una strizzatina d'occhio ai Wire meno esagitati (Glass Blower), e persino nell'inattesa processione psych di Maple Mountain. Uno sguardo retrò che pennella il presente.

(7.2/10)

Scheda: Fops

Pubblicazione: 05 Ottobre 2010

File under: wave pop

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2010)

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