Recensione spot
Sleep Forever Crocodiles
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Psycho pop Voti redazione e staff

Crocodiles

Sleep Forever

Fat Possum

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Nell'autunno psichedelico del 2010 non potevano mancare che loro. Brandon Welchez e Charles Rowell sono due noismakers di San Diego, la cui importanza è cruciale nel coacervo di suoni urticanti del nuovo lo-fi americano, soprattutto in virtù del ruolo di animatori dell'agguerrita scena californiana, nonché di un passato da terroristi sonici con i Plot To Blow Up The Eiffel Tower.

I Crocodiles esordivano poco più di un anno fa con quel Summer Of Hate che, oltre ad essere finito nella mia personale top ten di fine anno, aggiornava il linguaggio dei Jesus And Mary Chain con il cinismo ruspante di brani come I Wanna Kill. Con quel lavoro forgiavano psychocanditi di immacolata grana melodica, rivestendoli di fango e detriti.

Oggi ricalibrano le ambizioni upgradando il loro garage pop ipnotico, pulendo e levigando, facendo brillare le chitarre, campendo gli spazi con organi e synth analogici, dando aria ai brani fino a far spirare una fragrante brezza lisergica. I due, dal canto loro, non ci provano neanche a nascondere i riferimenti: si va dai soliti fratelli Reid pacificati dalle droghe, agli Spacemen 3 più garage e meno isolazionisti, fino allo shoegaze dei Telescopes e a tutto quel ronzare di fuzz e melodie malate che un quarto di secolo fa, in Gran Bretagna, finiva per lambire le classifiche.

Oggi le solite trame vengono imbastite da un gruppo di freaks che, nonostante la provenienza, di sole e spiagge non sa che farsene. Meglio dedicarsi alle atmosfere ossessive e decadenti di Hollow Hollow Eyes e Billy Speed, in cui sembra di ascoltare i brani di Pornography sfregiati da un complesso freakbeat. In un certo senso sta proprio qui la forza dell'album: in quella purezza 60s che percorre tutti i pezzi donandogli fascino e freschezza.

(7.3/10)

Scheda: Crocodiles

Pubblicazione: 17 Settembre 2010

File under: Psycho pop

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Diego Ballani
Diego Ballani (Album 2010)

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