Recensione
Roosters On The Rubbish Redroomdreamers
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indie rock Voti redazione e staff

Redroomdreamers

Roosters On The Rubbish

Happy/Mopy

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Anni spesi a fare indie come Growing Ocean, apprezzato trio attivo nel napoletano lungo i perigliosi Novanta, quindi i colpi delle "alterne vicende" che  prima spensero il progetto e poi, ben più tragicamente, la vita del bassista Inigo Grasso. Correva il 2008. Fu allora che Alessio e Dario, batterista il primo e chitarrista-cantante il secondo, decisero di dare vita ai Redroomdreamers, trovando nel polistrumentista Simone una versatile terza gamba. L'attualità ci offre il primo disco firmato dalla nuova entità, nel quale l'avventatezza tipica degli esordi s'impasta alla densità dell'esperienza.

Soprattutto la prima parte di questo Roosters On The Rubbish testimonia una forza notevole, sintonizzata da qualche parte tra il cantautorato alternativo degli American Music Club ed il post grunge dei Pearl Jam altezza Yield, permettendosi altresì di mischiare fragranze Beck e Belle And Sebastian (nella sorprendente The Dog). Nel teorico lato B le trame si fanno più pensose perdendoci in immediatezza, però non smetti di avvertire un senso di necessità ed il calore disteso di chi non ha nulla da dimostrare. La voce di Dario, in bilico tra l'arguta limpidezza d'un Al Stewart e l'intensità bluesy di Ben Ottewell, accompagna le melodie al loro più vivido compimento. Un inizio davvero niente male per la neonata etichetta Happy/Mopy Records .

(7.2/10)

Scheda: Redroomdreamers

Pubblicazione: 23 Settembre 2010

File under: indie rock

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Stefano Solventi
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