Recensione
Achieving Vagueness Flaws
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ambient, psych Voti redazione e staff

Flaws

Achieving Vagueness

Arrivals Records

Questi anni ’80 che sembrano non passare mai… Appena il basso di You and I introduce la voce di Paul Antyhony Finn, non possono che nascere simili pensieri. E la chitarra, cresciuta a U2 (Windmill Talent) e Cure (Lost In A Scene), di Shane Malone non può che rinvigorire certe sensazioni. Che allo stesso tempo sembri di essersi imbattuti nei nuovi The Killers (ad esempio nel singolo Sixteen e in Idolise), con qualche sintetizzatore in più ed atmosfere più rarefatte, conferma la regola. Loro sono i The Flaws, quartetto (completano la formazione Dane McMahon al basso e Stephen Finnegan alla batteria) appena affacciatosi alle luci della scena indierock anglo-irlandese e già meritorio di riconoscimenti in patria. Si perché, in Irlanda, i Meteor Awards (Grammy a Guinness e stufato) li vedono tra i nominati come miglior band e miglior disco dell’anno. Tutto rose e fiori quindi… beh, non necessariamente. Achieving Vagueness è decisamente infido, attraverso la sua scioltezza e la sua “accondiscendenza” s’insinua nelle orecchie e ci rimane dentro con motivetti che narcotizzano. Ma il problema, per questo genere di lavori, è sempre lo stesso; quando il passo tra leggerezza e banalità è così breve, è difficile tracciare una faccia riconoscibile, fare un identikit di ciò che si ha tra le mani. La speranza che, diventando grandi, possano darsi una tinta loro, personale, è comunque tanta: le basi su cui crescere ci sono, basta non si dipenda da loro vita natural durante.

(6.0/10)

Scheda: Flaws

Pubblicazione: 03 Febbraio 2008

File under: ambient, psych

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Marco Canepari
Marco Canepari (Album 2008)

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