La storia è la solita ma è di quelle che si rispettano sempre. Dopo The Man on the Burning Tightrope, che segna una lenta decadenza lirica e un avvicinamento ad Est a livello arrangiativo, nonché un album di cover sulla stessa traiettoria, nel 2005 Tod è alla canna del gas. La moglie lo ha lasciato. New York non è più lo stesso posto. Bush è di nuovo presidente. E allora scrive Borneo, etno-rock sbruffone e amaro. Una canzone che parla di partire e andare lontano, via dove la sua stessa musica suggeriva. Del resto il viaggio è la maestra del rock e lui, del resto, è sempre lo stesso - Sigarette e alcol, Waits e Cave – e si fa tre anni armato di soli stracci e laptop via dalla Civiltà. Delhi e poi Punjab. Pakistan e Afghanistan, Iran e Turchia, Istanbul. Poi le cose si mettono male: vabbé i furti, l’alcol, e la paura, ma sono le fitte allo stomaco a devastarlo. Un classico negli itinerari a Oriente e l’esperienza finisce qui dove inizia un album già scritto: una manciata di canzoni autobiografiche infarcite di quel sound indo-asiatico che non può che giovare alla formula balcanica già sperimentata.
I testi, come c’era da aspettarsi, non regalano nulla di troppo interessante, eppure nella loro immediatezza sono funzionali a un’ etnica a 360 gradi che sarà gradita a tutti coloro che attualmente sono digiuni dei lavori di Beirut e A Hawk And A Hacksaw. Certo, mettiamoci i distinguo: Firewater parte pur sempre da una prospettiva da alcolizzato compiaciuto, ma ad ogni modo il mix di Punjab (Electric City, This Is My Life), ballate Hazlewood da rockettaro demodé (Feels Like The End The World), fanfare balcaniche in levare (Hey Clown) se non direttamente ska (Allready Gone), mix di Stooges e Stones versione etno (Three-Legged Dog) ci è piaciuto tanto da farci rivalutare le prove precedenti come transitorie.
Tod è meno fogato. Non ingurgita più spezie a mo’ di whiskey shot e questo gli fa bene. Come gli giovano senz’altro dei musicisti nuovi, pescati in giro per il mondo, salvo il sodale Tamir Muskat (anche Balkan Beat Box) che, oltre a suonare percussioni nello stile Bhangra e sufi, ha prodotto e missato egregiamente l’album. Nel cd troviamo infine un video che racconta dell’esperienza da un punto di vista documentaristico mentre per quello più da diario di bordo c’è, per chi interessa, il blog.
(7.0/10)
Scheda: Firewater
Pubblicazione: 07 Giugno 2008
File under: etno-rock
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