Recensione
Misantropicana Piet Mondrian
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pop apocalittico Voti redazione e staff

Piet Mondrian

Misantropicana

Urtovox

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I Piet Mondrian sfilano lo spleen atomico-vacanziero di Tropicana del Gruppo Italiano e vi aggiungono un'iniezione di sano odio nei confronti dell'umanità tutta. E Misantropicana, esordio su Urtovox dopo un convincente demo autoprodotto (Ci diamo allo sperimentale?, 2008), suona come dei Baustelle ridotti all'osso due minuti prima o due minuti dopo l'apocalisse nucleare. La voce maschile e quella femminile di Michele Baldini e Caterina Polidori vanno spesso all'unisono come dei Francesco e Rachele in spleen gainsbourghiano ma ripassati Kurt Vonnegut. Ovvero quella risata a denti stretti, quell'indolenza depressiva ma non depressa, quel cinismo da lingua senza peli contro l'era delle Tina Cipollari elette a modello comunicativo dominante. Il tutto rimpastato in una sequela di richiami cercati dal duo e portati in dote dal crescente Wassilij Kropotkin (Samuel Katarro) che cura gli arrangiamenti: un kazoo da Conte rincitrullito in Boogie Woogie, un funk stilizzato alla Offlaga Disco Pax con spurghi elettrici nell'incisiva title-track, qualche synth alchemico nelle liriche eccellenti di Ho votato Lega, un paio di sgomitate da poliziottesco zona Calibro 35 in Credo che per natura, e ad aleggiare pure la fascinazione di un Lucio Battisti per intenditori.

Eppure sulle tredici tracce qualcosa risulta a noia, sarà l'eccessiva lunghezza di un disco che ripete il modello base (bozzetto folk chitarristico povero di accordi) cercandone infinite varianti. Certo è che i Piet Mondrian hanno già una carta d'identità loro e si fanno amare, perché odiano e non stanno bene.

(7.1/10)

Scheda: Piet Mondrian

Pubblicazione: 17 Settembre 2010

File under: pop apocalittico

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Luca Barachetti
Luca Barachetti (Album 2010)

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