Recensione
Random Shades Of Day Fabio Orsi
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drone Voti redazione e staff

Fabio Orsi

Random Shades Of Day

Privileged To Fail

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Il dubbio principale è su dove incasellare questo Random Shades Of Day, dato che dei tre cd che costituiscono il packaging, i primi 2 sono di materiale unreleased o ormai da tempo out-of-print e il terzo, che intitola l’intera operazione, a tutti gli effetti il nuovo album del musicista tarantino-berlinese. Andando con ordine Orsi non si limita a riproporre alcuni dei suoi lavori migliori come i 3” South Of Me (Foxglove, 2006) o Faded On The Blowing Of Winter (Akoustic Disease, 2007), per forza di cose penalizzati dall'essere in edizione limitata, ma riesuma anche tracce unreleased o molto rare come lo split 7” lathe cut con l’amico Valerio Cosi. Trance music, drone, field recordings, rimandi etnomusicologi alla Lomax, personale concezione di psichedelia si alternano tra allucinazioni e slanci visionari dimostrando come anche il laboratorio privato di Orsi sia degno di nota.

Nel terzo disco, il più nuovo anche cronologicamente, il tarantino da fondo alle sue tendenze dilatatorie diluendo la title track in 4 movimenti all’insegna di un droning fluttuante, ascensionale e di una sorta di "concept" sullo scorrere della giornata. In alcuni passaggi il suono elaborato da Orsi è immobile, quasi estatico (Part I) o ancestrale come una slow motion sulla nascita del pianeta (Part II), altre più minaccioso e oscuro come una colonna sonora dei primordi (Part III), ma resta sempre fortemente evocativo, per quanto sfumato e scontornato dal contesto a cui fa riferimento (qualunque esso sia). È ambient, è droning, è psichedelia e molto altro, ma sempre a suo modo. Essenzialmente, però, è ottima musica che dimostra per l'ennesima volta lo spessore e la sensibilità di un ottimo musicista.

(7.3/10)

Scheda: Fabio Orsi

Pubblicazione: 16 Settembre 2010

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