Recensione
Consolamentum Richard A Ingram
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soundscapes Voti redazione e staff

Richard A Ingram

Consolamentum

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Chitarrista e tastierista della band emo-prog (...) Oceansize (sotto lo pseudonimo di Gambler), il mancuniano Richard A. Ingram ha avviato lo scorso anno anche la carriera solista, con il cdr di sperimentazioni pianistiche e soundscape Lullaby. Il percorso continua con questo primo vero e proprio album Consolamentum, che l'autore vorrebbe nebuloso e impressionistico concept ispirato alla setta dei Catari. Come confermano - "a ritroso" e per sottrazione - due uscite successive al disco in questione (la compilation Keys su American Typewriter; la cassettina autoprodotta in 50 esemplari Piano Test, per piano preparato/trattato), Ingram si colloca nell'affollato incrocio tra ambient, elettroacustica ed elettronica organica, ma ha il pregio non comune di sottolineare la natura concreta dei materiali di cui si serve e di organizzarli con rigore e gusto quasi cameristici, conferendo ai brani un fascino che è poetico nel doppio significato di lirico e di creativo/immaginifico.

Tra distensioni ambient, droni, rumori presi dalla natura, pulsazioni e oscillazioni archeo-tecnologiche, una timida chitarra acustica-folk, ecco allora una title track che dipinge come una marcia di transistor, via via sempre più docile, addomesticata e una traccia di chiusura che vive tutta di vibrazioni - di onde - che, se condensate, se rapprese, andrebbero a formare una testura esotico-minimalista. Tutti questi giri per dire che Consolamentum, per quanto in maniera molto diversa, trasmette un'idea di ricerca del senso sonoro molto simile al Black Sea di Fennesz.

(7.0/10)

Pubblicazione: 14 Settembre 2010

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2010)

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