Recensione
Been Through Fenin
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electrodub Voti redazione e staff

Fenin

Been Through

Shitkatapult

Dopo l’album del 2005 (Grounded) ritorna sulla scena il berlinese Lars Fenin. Il personaggio, noto per i suoi trascorsi nella crew Meteosound, propone un electro-dub influenzato dai protagonisti del sound 90: Dub War e Jah Wobble, di cui qui ha un valido esponente nel basso di Eraldo Bernocchi. Se la tendenza internazionale va verso lo -step, qui si riprendono invece in mano le estetiche di commistione più vicine all’electro e (addirittura!) alla musica live. Non ci si va di horror, ma si suona alla maniera acustica, quasi come sentivamo nei lavori degli O.R.B. o di Pole, in quel meltin’ che suonava fresco anche dopo numerosi ascolti.

La freshness viene costruita con la voce del berlinghanese Gorbi: A Try è un reminder electroragga per Tricky, Colourfields una virata pop-ambient sempre su salde basi dub, la cover di Neil Diamond Red Red Wine un inno che si disperde nell’aria in echi perfetti e I Guess un tentativo di deepdub cupo e radicalmente berlinese. Le altre tracce sono un misto di electronica krauta (Breakin), trip-hop glitchy (Miles And More), ambient à la Boards Of Canada (So Weit So Gut, Elephants), ‘pure morning’ dub (Complain con la partecipazione del roco giamaicano Robert ‘Scorcha’ Williams) ed elettronica onirica da club in acido (bellissime le aperure in eco di Years Ago).

Un disco che non sconvolge la scena, ma che insinua un tarlo che a più di qualcuno potrebbe creare qualche dubbio. Se fosse giunta definitivamente l’ora di un ritorno al cosmic dub anni 90 già riscontrato nei lavori di O.R.B. e –mutatis mutandis- Autechre? Episodi isolati o inizio di una convergenza più omnicomprensiva? Il lavoro di Fenin si districa bene attraverso il ricordo e getta un sasso nel magma dub(step), ormai suono dell’oggi nonsoloelettrico. I 90 incombono. Noi siamo pronti a rituffarci nel passato, basta non tornare con tutti i capelli bianchi.

(6.8/10)

Scheda: Fenin

Pubblicazione: 16 Giugno 2008

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