Recensione
Late Works John Zorn, Fred Frith
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impro Voti redazione e staff

John Zorn, Fred Frith

Late Works

Tzadik

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Zorn e Frith suonano assieme da più di trent'anni, dal vivo e su disco, in formazione e in duo. Questo Late Works è però il primo lavoro impro a loro intestato ad essere registrato in studio. Niente di nuovo sotto il sole, per carità, ma la coppia si impegna, l'interplay c'è, i trucchi pure e c'è persino un pizzico di ispirazione, cosicché ne viene fuori un lavoro che merita l'ascolto.

Tra la solita emendabile roba impro con il pilota automatico (il casino isterico di Baffled Hats, il noir concreto-ambientale di Movement of Harried Angels, le espansioni e contrazioni di Slow Lattice, le voci trovate e gli schizzetti strumentali della conclusiva Ankle Time) e dell'ottimo mestiere di genere (l'attacco quasi-metal di Foetid Ceremony, gli szanzaramenti di Mosquito Slats, le alternanze di atmosfere - comunque free - di Horse Rehab, i botta e risposta di Legend of the Small, le agonie meccaniche prima e poi animali di Creature Comforts), spicca un gioiellino come The Fourth Mind: un brano intensamente lirico, rigoroso (sembra scritto) e austero (in un senso cameristico e, come dire, teutonico), con un Frith plumbeo, atmosferico, violinoso e uno Zorn elegantissimo, in un primo momento vicino ai suoni di una cornamusa, poi decisamente masadiano. Bellissimo.

Nel complesso, un buon ripasso delle prassi rumorose dei due.

(6.8/10)

Pubblicazione: 03 Settembre 2010

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2010)

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