Col qui presente siamo al quinto album autoprodotto da/di Luisenzaltro, probabilmente il suo migliore. Quello che vede la fregola pop-wave contagiarsi di brume psichedeliche mentre i consueti giochi verbali sembrano farsi carico del non certo felice stato delle cose, esalando amarezza e uno strisciante sgomento dalla raffica di sensatissimi - e spesso irresistibili - nonsense. E' sempre più agile la scrittura, una padronanza disinvolta da cantautore sgrassato post-punk (o - per dirla con le sue stesse parole - da fautore del "cantelettrautorato melogrammatico"), quasi un Luigi Tenco messo a marinare nell'intingolo arguto Bluvertigo (vedi Miss Cervello, cantata assieme alla sodale Lacuori), con le novità rappresentate da quel ciondolare quasi barrettiano (Distruzioni per l'uso), dal languore meditabondo à la Riccardo Sinigallia (Le cose migliori) e da una propensione per la power ballad indolenzita degna d'un Jason Lytle (Tutti quanti sono pronti a tutto quanto).
Che Alessio Luise da Sesto San Giovanni fosse un geniaccio lo sapevo, l'ho già scritto tempo fa e lo ribadisco. Oggi, al di là del fisiologico DIY, sembra pronto per produzioni e platee più importanti. C'è qualcuno là fuori?
(7.3/10)
Scheda: Luisenzaltro
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