L'unica notizia che avevamo registrato riguardo a Paolo Agosta era la produzione dell'esordio di Fabio Mercuri, ma l'intraprendente polistrumentista e fotografo milanese ha già all'attivo due album: L'immensità e Nuove Strade. Per questo terzo disco, sceglie la strada della vera e propria band e rinomina il progetto semplicemente Agosta, per contenere una vene cantautoriale e rock, che sta dalle parti di Paolo Benvegnù, Morgan e Perturbazione.
Le sue canzoni sono bozzetti spesso notturni, venati talvolta di melodie da mainstream (Piove sopra Milano) e di rock più corposo (Mantide), che ricorda equamente Malfunk e Scisma. Ma il leitmotiv che sembra correre lungo tutte le undici tracce, ora in modo più evidente, ora solo come una suggestione vaga e lontana, è un personale filtraggio della musica americana degli anni Novanta (Nirvana e, soprattutto, Pearl Jam) per piegarla alle proprie personali visioni. Non un disco che sposterà di una virgola il panorama musicale italiano di oggi, ma costruito con sapienza, cultura e buon gusto, e a cui non manca una certa dose di ironia: basti guardare sul tubo il video che accompagna la cover di Altrove di Morgan, qui presentata come ghost track.
(6.6/10)
Scheda: Agosta
Pubblicazione: 05 Settembre 2010
File under: rock d'autore
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