Recensione
Fabric 53 AA. VV., Surgeon
Cover image
techno, dubstep Voti redazione e staff

AA. VV., Surgeon

Fabric 53

Fabric

Bookmark and Share Gallery

E’ dal 2007 che non si sente Antony Child su disco. L’ultima fatica del maestro del Birmingham Sound era stata la compilation technoide This is For You Shits su Warp. In tre anni il ragazzo ha iniziato ad usare Ableton, si è innamorato del Giappone e ha affinato le armi della sua manipolazione digitale. Oggi approda nel gotha del Fabric con una compilation che coniuga i mondi del dubstep e della techno (ormai praticamente in simbiosi) pescando dal meglio dei due calderoni: Scuba e Starkey per il primo, Russ Gabriel, T-Polar e Robert Hood (in overdose Detroit) per il secondo. In più si aggiungono delle tracce autoprodotte dallo stesso Surgeon che spaziano da un clubbismo spinto deep (Bad Hands) a svisate 8 bit contemplative (Klonk), da trashitudini mEshy (Compliance Momentum) a splendidi panorami darkstep (The Crawling Frog Is Torn And Smiles).

Uno che dichiara di non amare le divisioni in generi e di considerare la sua musica “tutta techno” non si improvvisa. Child fa della compilation un esperimento che si allinea alle tendenze del miglior club del mondo, mostrandoci come il dubstep sia stato metabolizzato dal dancefloor, e come nel contempo si possa degustare il suono deviato dei sobborghi di Londra anche in camera, magari con una smart drug in tasca. La raccolta si lascia ascoltare senza alcun patema, anzi i remix di Substance per Orphx (Threshold) e la rivisitazione onirico spastica di Appleblim e Al Tourettes per Planetary Assault System (X Speaks To X) ci fanno salire l’adrenalina e la voglia di tornare in pista dopo i falò estivi. Una delle selecta più intriganti degli ultimi mesi. Made in Fabric, guaranteed.

(7.3/10)

Scheda: AA. VV., Surgeon

Pubblicazione: 06 Settembre 2010

File under: techno, dubstep

| Archivio
Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2010)

Rss
copertina pdf #91