Recensione
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Genere

Americana

Data di uscita

Luglio 2010

Pubblicazione

07 Settembre 2010

Mark Olson

Many Colored Kite

Rykodisc

Suscita rispetto la storia di Mark Olson. Andatosene dai maestri Jayhawks fondati con Gary Louris per scansare l’incipiente mainstream, si teneva strette le radici con i Creekdippers che, in combutta con la moglie Victoria Williams e il violinista Mike Russell, optavano per un folk scarno sciogliendosi dieci anni e un divorzio dopo. Cercando l’America in Europa, l’irrequieto Mark trovava nel 2007 l’album solista The Salvation Blues, il riabbraccio di due anni successivo con Louris per Ready For The Flood e infine la fidanzata - norvegese, qui ai cori - Ingunn Ringvold. Penseresti dunque a un nuovo lavoro di sintesi delle suddette esperienze e insieme l’ennesimo azzardo di chi, nell’ambito più tradizionalista possibile, ha sempre osato.

Lo è, ma non nel senso che volevi: registrate con Beau Raymond (Chris Robinson, Devendra Banhart) e pochi amici (Neal Casal, Danny Frankel, il nostro Michele Gazich), le undici composizioni soffrono di una scrittura fiacca (a dispetto di arrangiamenti degni di lode: trame acustiche, archi delicati, ritmica sullo sfondo) e della voce sfiatata di Olson. Più di metà scaletta si trascina senza nerbo, per quanto le iniziali Little Bird Of Freedom (ospite Jolie Holland) e Morning Dove (spartana e obliqua) facessero presagire ben altro, e quando persino Vashti Bunyan fallisce nell’infondere vita in No Time To Live Without Her, diventa chiaro che qualcosa sia andato storto. Non capendo dove, cerchi nella movimentata Bluebell Song e nel conciso dramma More Hours altri appigli di un possibile riscatto, di fatto impossibile per quel troppo che non va da nessuna parte.

 

(5.5/10)

Scheda: Mark Olson

Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2010)