Recensione
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Genere

Dream pop, alt rock

Data di uscita

Settembre 2010

Pubblicazione

31 Agosto 2010

Hundred In The Hands (The)

The Hundred In The Hands

Warp Records

Dopo un EP di belle speranze, l'intervista e il nostro speciale di qualche mese fa, le aspettative dietro all’esordio lungo di The Hundred In The Hands erano moderatamente alte. Ci piaceva l’equilibrio di synth pop, post-punk e disco che quella manciata di brani sapeva citare, confezionare e, perché no, cavalcare.

A Jason Friedman e Eleanor Everdell la banalità pareva di fatto non appartenere e invece in quest'omonimo di ovvietà 4AD fuori tempo massimo e superflui tasselli Ottanta (Pigeons, Commotion) ce n'è eccome, quasi come se i due avessero proprio voluto - o non avessero proprio potuto - nascondere la voglia di moda a tutti i costi.

Nel mix di dream, synth e fine 80', Friedman ed Everdell non possiedono la classe dei Blonde Redhead - il cui ultimo Penny Sparkle si muove decisamente meglio nel solco 4AD  -, eppure le tracce maggiormente rarefatte (Killing It, la finale The Beach) risultano le più convincenti, quelle cioè che asciugano la tecnica (leggi: pilota automatico) e mettono al primo posto l’atmosfera, la grande assente del disco.

I HITH bruciano le tappe: al sophomore ci arrivano con il disco d’esordio, ma si è sempre in tempo a invertire la tendenza.

(5.5/10)

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